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14/05

mercoledì, 20:45
Castello di Gorizia
presso il Salone degli Stati Provinciali
SPETTACOLO DI DANZA CONTEMPORANEA

Spostare il centro del mondo (parte 1)

curato da Roberto Castello

Spostare il centro del mondo, oltre ad essere il titolo scelto per queste due serate, è il folgorante titolo di un saggio dei primi anni ’90 di Ngugi Wa Thiong’O, uno degli intellettuali africani più autorevoli, che è stato in qualche modo il punto di riferimento del corso di perfezionamento per autori di teatro e danza contemporanei iniziato a Gorizia nel gennaio scorso. In queste due serate avremo modo di assistere ad 8 brevi opere ideate, ciascuna da ognuno dei partecipanti. Opere di nudo teatro, cui è stato, per ora, imposto di non utilizzare luci teatrali o altri effetti. Lavori di teatro nell’accezione più ampia, e più esatta, del termine: quella etimologica di arte della scena tout court che prescinde dalle tecniche utilizzate. Un teatro quindi aperto in termini di linguaggio che, come dovrebbe sempre provare a fare ciò che intende essere considerato arte, mira a Spostare il centro del mondo in termini sia estetici, che etici, che politici. Un teatro insomma che attraverso la forma prova a gettare i semi di mondo diverso e più giusto. In definitiva ciò che ci si deve aspettare dagli artisti, e in particolare dai giovani che si stanno formando oggi e che quindi sono destinati a prendere la scena per molti decenni.

Posti limitati.
Prenotazione consigliata attraverso form online.
Biglietto 3,00 euro.

Pozzi

Di e con Michele Ermini
Elaborazioni sonore e testi Michele Ermini
Poesie Antonia Pozzi
Consulenza Drammaturgica: Giulia Bean
Musiche Tchaikowski, Kilo kish
Sound design: Nicola Belvedere

Le cime, le altezze, la vertigine: una geografia in cui i sentieri sono battuti da movimenti e parole, angeli e morte. La montagna non come dato di cartolina ma come tracciato da seguire: nel suo candore, le poesie di Antonia Pozzi.

L’eco dei silenziati

Di Elsa Gaëlle Pochini
Con Simona Puglisi, Luca Maino, Adriana di Giovanni
Musica Elsa Gaëlle Pochini

La ricchezza dell’umanità risiede nella sua complessità: nelle sfumature, nelle differenze, nelle infinite espressioni del linguaggio e della cultura. Tale complessità è una forma di intelligenza e di bellezza, fondamentale nel nostro rapporto con noi stessi e con gli altri. Questo lavoro vuole rendervi tributo.

How to stop time

Di Giulia Bean
Con Giulia Bean e Michele Ermini
Musiche Borodin

Una disquisizione semiseria ed un dialogo corporeo in cui la parola si affianca al movimento in un continuo esperimento: come fermiamo il tempo?
Cristallizzare il momento, come un insetto intrappolato nell’ambra, custodirlo, perderlo ed infine ritrovarlo e rivederlo. Cosa rimane di un viaggio fatto di infinite fermate?

Cheza

Di Ernesto Aleixo
Con Ernesto Aleixo
Elaborazioni sonore Ernesto Aleixo

‘Cheza’ in swahili, la lingua che si parla in Tanzania, significa giocare, ballare o scommettere a seconda del contesto. In Mozambico, in particolare nella regione meridionale del Paese, ‘cheza’ si utilizza soprattutto nei gruppi che eseguono danze tradizionali per incitarsi, sostenersi a vicenda e non lasciare che il ritmo rallenti.
Questo breve assolo è un gioco ritmico che, creando possibilità di comunicazione, trasformazione e rappresentazione, mira a fare emergere nella gestualità la memoria di un passato vissuto e dimenticato che risiede nel corpo senza che il proprietario ne sia veramente consapevole.
Non si tratta di recuperare il passato ma solo di sapere che è esistito e di usarlo per andare avanti con tutte le forze ritmiche possibili.