14/05
presso il Salone degli Stati Provinciali
Spostare il centro del mondo (parte 1)
curato da Roberto Castello
Posti limitati.
Prenotazione consigliata attraverso form online.
Biglietto 3,00 euro.
Pozzi
Di e con Michele Ermini
Elaborazioni sonore e testi Michele Ermini
Poesie Antonia Pozzi
Consulenza Drammaturgica: Giulia Bean
Musiche Tchaikowski, Kilo kish
Sound design: Nicola Belvedere
Le cime, le altezze, la vertigine: una geografia in cui i sentieri sono battuti da movimenti e parole, angeli e morte. La montagna non come dato di cartolina ma come tracciato da seguire: nel suo candore, le poesie di Antonia Pozzi.
L’eco dei silenziati
Di Elsa Gaëlle Pochini
Con Simona Puglisi, Luca Maino, Adriana di Giovanni
Musica Elsa Gaëlle Pochini
La ricchezza dell’umanità risiede nella sua complessità: nelle sfumature, nelle differenze, nelle infinite espressioni del linguaggio e della cultura. Tale complessità è una forma di intelligenza e di bellezza, fondamentale nel nostro rapporto con noi stessi e con gli altri. Questo lavoro vuole rendervi tributo.
How to stop time
Di Giulia Bean
Con Giulia Bean e Michele Ermini
Musiche Borodin
Una disquisizione semiseria ed un dialogo corporeo in cui la parola si affianca al movimento in un continuo esperimento: come fermiamo il tempo?
Cristallizzare il momento, come un insetto intrappolato nell’ambra, custodirlo, perderlo ed infine ritrovarlo e rivederlo. Cosa rimane di un viaggio fatto di infinite fermate?
Cheza
Di Ernesto Aleixo
Con Ernesto Aleixo
Elaborazioni sonore Ernesto Aleixo
‘Cheza’ in swahili, la lingua che si parla in Tanzania, significa giocare, ballare o scommettere a seconda del contesto. In Mozambico, in particolare nella regione meridionale del Paese, ‘cheza’ si utilizza soprattutto nei gruppi che eseguono danze tradizionali per incitarsi, sostenersi a vicenda e non lasciare che il ritmo rallenti.
Questo breve assolo è un gioco ritmico che, creando possibilità di comunicazione, trasformazione e rappresentazione, mira a fare emergere nella gestualità la memoria di un passato vissuto e dimenticato che risiede nel corpo senza che il proprietario ne sia veramente consapevole.
Non si tratta di recuperare il passato ma solo di sapere che è esistito e di usarlo per andare avanti con tutte le forze ritmiche possibili.