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15/05

giovedì, 20:45
Castello di Gorizia
presso il Salone degli Stati Provinciali
SPETTACOLO DI DANZA CONTEMPORANEA

Spostare il centro del mondo (parte 2)

curato da Roberto Castello

Spostare il centro del mondo, oltre ad essere il titolo scelto per queste due serate, è il folgorante titolo di un saggio dei primi anni ’90 di Ngugi Wa Thiong’O, uno degli intellettuali africani più autorevoli, che è stato in qualche modo il punto di riferimento del corso di perfezionamento per autori di teatro e danza contemporanei iniziato a Gorizia nel gennaio scorso. In queste due serate avremo modo di assistere ad 8 brevi opere ideate, ciascuna da ognuno dei partecipanti. Opere di nudo teatro, cui è stato, per ora, imposto di non utilizzare luci teatrali o altri effetti. Lavori di teatro nell’accezione più ampia, e più esatta, del termine: quella etimologica di arte della scena tout court che prescinde dalle tecniche utilizzate. Un teatro quindi aperto in termini di linguaggio che, come dovrebbe sempre provare a fare ciò che intende essere considerato arte, mira a Spostare il centro del mondo in termini sia estetici, che etici, che politici. Un teatro insomma che attraverso la forma prova a gettare i semi di mondo diverso e più giusto. In definitiva ciò che ci si deve aspettare dagli artisti, e in particolare dai giovani che si stanno formando oggi e che quindi sono destinati a prendere la scena per molti decenni.

Posti limitati.
Prenotazione consigliata attraverso form online.
Biglietto 3,00 euro.

Superati i controlli

Di Simona Puglisi
Con Simona Puglisi
Elaborazioni sonore Simona Puglisi

Distaccarsi per scoprire radici solide.
Abitare un corpo, influenzato da luoghi e persone.
Vivere spazi nuovi per acquisire consapevolezza.
Ricevere e lasciare tracce.
E tu come vivi il distacco da persone e luoghi amati?

Ramil

Di Adriana di Giovanni
Con Adriana di Giovanni, Elsa Gaëlle Pochini, Tjasa Bucik
Elaborazioni sonore Adriana di Giovanni
Musiche Tram des Balkans
Consulenza storica Donia Rafaat; Edin Kovacevic

Che sembianze ha la parola “genocidio” nei corpi di un popolo? Che forma assume nel corpo di una donna? In Bosnia, sono state circa 20.000 le donne musulmane stuprate dall’esercito serbo: una strategia sistematica. Tutt’ora in Palestina in CisGiordania riconosciamo le stesse dinamiche come strumento di conquista e sterminio etnico. Il nostro percorso teatrale nasce dal bisogno di costruire un archivio umano in cui i corpi non siano più strumenti ma testimonianze Raccogliamo voci, documenti, poesie, e li trasformiamo in atti scenici, non parlando per chi subisce, ma con. Non siamo ancora pront3 a dire tutto. Ma siamo qui per cominciare.

Linea M2-1 0004

Di Luca Maino
Con Luca Maino
Musiche Pietro Servodidio

È un progetto autobiografico che nasce da un mancato senso di appartenenza.
Appartengo a tutti i luoghi, nessun luogo mi appartiene.
Sono un corpo dislocato, sono acqua, superficie e profondità, cima e valle, sono dappertutto ma da nessuna parte.
Dove è casa?

Srečno (Buona fortuna)

Di Tjaša Bucik
Con Tjaša Bucik
Elaborazioni sonore Tjaša Bucik
Musiche August Adrian Braatz
Voce Orlek – Adijo Knapi

La miniera di mercurio di Idrija, in Slovenia, attiva dal 1490 al 1995, era un tempo tra le più importanti al mondo. Ha segnato la vita di molte famiglie. Mio nonno, suo padre e suo fratello erano tutti minatori. Esploro come i valori personali ed ereditati, come la perseveranza e il duro lavoro, siano portati nel corpo. Questi valori sono stati trasmessi attraverso le generazioni, in modo silenzioso ma potente. Rifletto sulle silenziose profondità della miniera. Sul silenzio del sottosuolo, un silenzio che ora riecheggia in noi. “Srečno”, si auguravano i minatori prima di scendere. Mio nonno lo dice ancora.